Focus su formazione, competenze necessarie e bilancio di sostenibilità

Gazzetta di Parma / di M.V.

Il Festival della green economy è proseguito ieri a le Village di Crédit Agricole. Un incontro su «Aziende, persone e transizione green: tra bilancio di sostenibilità e richiesta di nuove competenze», a cura di Cisita Parma. Davanti a un pubblico numeroso, ne hanno parlano Alessandro Chiesi, chief commercial officer Chiesi Farmaceutici e presidente di «Parma, io ci sto!», Irene Rizzoli, amministratore delegato Delicius e presidente di Cisita Parma, e Frantz Puccetti, responsabile area marketing Banca d’impresa Crédit Agricole Italia. Moderatore tra tre testimoni di grandi realtà impegnate nella sostenibilità è stato Emanuele Bompan, giornalista e direttore di Materia Rinnovabile.

L’incontro ha sviluppato due tematiche: la formazione e il bilancio di sostenibilità, che è la piattaforma per comunicare le prestazioni e gli impatti di sostenibilità di un’impresa. Un documento che permette di essere più trasparenti sui rischi e sulle opportunità che si presentano. «Non è sempre facile per un’impresa individuare il percorso – ha subito specificato Irene Rizzoli -. Cisita sta proprio al fianco delle aziende per aiutarle e trovare le competenze necessarie. Un percorso che si concretizza a piccoli passi, ma già avere la sensibilità del cambiamento è importante». «Dal 2003 con l’adesione al Global Compact al 2021 con il Net Zero Banking Alliance, Crédit Agricole ha dimostrato di avere una strategia chiara riguardo i temi della sostenibilità – ha spiegato Frantz Puccetti -. Come banca stiamo concretizzando questo impegno, ad esempio con l’integrazione di parametri Esg nella valutazione del merito creditizio delle imprese, così come con la creazione di un ecosistema in grado di sostenere le aziende nell’individuazione delle proprie priorità, interventi specifici e scelte industriali». Quello della formazione è
sempre stato un obiettivo per «Parma, io ci sto!»: «Sin da subito abbiamo iniziato a lavorare per mettere in relazione la domanda e l’offerta – ha confermato Alessandro Chiesi -. Con la catena dei Farm è nato un modello formativo nuovo, con il pregio di contribuire a percorsi integrati: dall’orientamento alla formazione post universitaria. Insieme a Nativa, Cisita, Università, Unione parmense degli industriali, Gruppo imprese artigiane e Federmanager Parma abbiamo realizzato Transition Farm per aiutare i neolaureati ad avere competenze specifiche». Una formazione trasversale, così come trasversale è il percorso della transizione ecologica: «L’aspetto ambientale deve andare avanti con quello sociale e quello economico – ha continuato Chiesi – e tutti gli elementi devono essere correlati». A questo scopo serve una strategia complessa e sono necessari competenza, esperienza e capacità di lavorare insieme: «I temi che vanno sviluppati sono cultura e strategia – ha sottolineato Irene Rizzoli -. A volte siamo spaventati del fatto che la sostenibilità ha un costo, ma ci sono tante azioni che sono a costo zero e portano un risparmio».