venerdì 16 marzo 2018 / ore 15:00 - 16:15
— Palazzo Geremia, Sala Falconetto
Via Rodolfo Belenzani, 20, Trento, TN, Italia
Perché la sostenibilità deve essere posta al centro del fare impresa
In occasione della presentazione di "Pensare sostenibile" (Egea) di
Barbara Santoro, consigliere di Anima per il Sociale nei Valori d’Impresa
Dialogano con l'autore
Settimo Pizzolato, amministratore delegato La Cantina Pizzolato
Roberto Poli, titolare Cattedra UNESCO sui sistemi anticipanti, direttore del master in Previsione sociale, Università di Trento
Carlos Santos, amministratore unico Amorim Cork Italia
Modera
Eleonora Di Maria, docente di economia e gestione delle imprese, Università di Padova
A cura di Egea
Stiamo attraversando un momento critico della storia della Terra, un periodo in cui il futuro sembra portare con sé grandi pericoli e piccole promesse. Che cosa può aiutarci a rovesciare la proporzione? Una strada efficace sembra quella di una riprogrammazione culturale, di un nuovo modo di pensare capace di costruire una società globale giusta, sostenibile e pacifica. A partire da questa premessa, l'evento ripercorre l’evoluzione del concetto di sostenibilità, concentrando progressivamente lo sguardo da una scala planetaria all’Europa, all’Italia; dai primi riconoscimenti dei diritti umani all’idea di una sostenibilità al contempo ambientale, economica e sociale, fino alla formulazione dei Sustainable Development Goals (SDGs) che compongono l’Agenda 2030 dettata dalle Nazioni Unite. La declinazione di questi principi dalla dimensione del dire a quella del fare dà voce, in ciascuna delle tre parti del libro, ad alcuni nomi di spicco. Innanzitutto ai «pionieri» che nel nostro Paese, in ambiti anche molto diversi, hanno orientato la loro vita professionale e i loro studi ai temi della sostenibilità, creando quel mindset secondo cui l’economia e l’impresa devono essere per definizione sostenibili, altrimenti non hanno futuro. Quindi agli «intraprendenti», uomini e donne, manager e imprenditori, le cui storie testimoniano quanto ricco, innovativo e articolato sia il patrimonio imprenditoriale italiano, e quanto vi sia già fortemente radicata una cultura della responsabilità di lungo respiro. Infine ai «catalizzatori», ovvero a coloro che, giocando un ruolo propulsore, possono accelerare il processo di cambiamento in parte già in atto, con lo scopo di raggiungere la massa critica necessaria a innescare la «rivoluzione sostenibile».