Tour in ditta a piccoli tappi (di sughero)

Corriere della Sera – Buone Notizie / di Paolo Riva

Lavorare ogni giorno più di un milione di tappi di sughero, in modo sostenibile, dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Come sia possibile farlo lo scopriranno i visitatori della Amorim Cork Italia che, questa settimana, apre al pubblico le porte della sua sede di Conegliano, in provincia di Treviso. La filiale italiana dell’omonima multinazionale portoghese è una delle aziende (l’elenco completo è nella scheda) che partecipa al Tour delle Fabbriche della sostenibilità, organizzato nell’ambito della Green Week 2019, in programma dall’1 al 3 marzo a Trento.

Ad anticiparla, il Tour, che prende il via oggi e prevede tre diversi itinerari in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Lombardia e Trentino. «Abbiamo deciso di partecipare con entusiasmo: il verde è un colore che abbiamo dentro», spiega Carlos Dos Santos, direttore generale di Amorim Cork Italia. Il gruppo del quale fa parte, è nato nel 1870 in Portogallo, dalle cui foreste mediterranee proviene ancora oggi il sughero trasformato e commerciato in tutto il mondo, lungo una filiera produttiva che la multinazionale controlla dall’inizio alla fine. Proprio in Portogallo, nel 2008, Amorim è stata la prima azienda a inaugurare un impianto per il riciclo dei tappi in sughero, ottenendo dal prodotto rilavorato materiale per l’isolamento, la coibentazione, e l’abbigliamento. Sempre nello stesso anno, il gruppo ha lanciato un programma per l’utilizzo di energia da biomassa, andando a bruciare la polvere di sughero che viene creata durante la lavorazione dei tappi e che, altrimenti, sarebbe andata persa. «Lavorando una materia prima come il sughero, abbiamo sempre prestato grande attenzione al tema della sostenibilità», prosegue Dos Santos. «Dal punto di vista ambientale, innanzitutto, ma anche sociale. E qui, grazie a Etico, ci siamo potuti aprire al territorio». Il progetto è nato nel 2011 a partire da un dato: ogni anno, in Italia, vengono buttati nella spazzatura più di 800 milioni di tappi di sughero. Con l’obiettivo di recuperare almeno una parte di questo spreco, in un’ottica di economia circolare, Amorim Cork Italia ha favorito la creazione di una vera e propria filiera, capace di dare nuova vita al sughero usato. «Su quanto già si faceva da tempo con i tappi di plastica, abbiamo coinvolto numerose onlus nella raccolta dei tappi buttati. Le incentiviamo con una donazione di 700 euro per ogni tonnellata di materiale recuperata», spiega il direttore generale. Partito nel solo Veneto, Etico si è allargato a Lombardia, Friuli, Piemonte, Toscana, Umbria, Sicilia, Campania e Calabria. Oggi i punti di raccolta sono più di 6mila, per un totale di 40 onlus attive e oltre mille volontari.

La macinazione

Il passo successivo è la macinazione dei tappi, che viene gestita da due cooperative sociali e produce granina per la bioedilizia rivenduta sul mercato. «L’idea è creare un modello di economia circolare, interessante per Amorim, ma anche per altri attori», continua Dos Santos. «Infatti abbiamo da poco iniziato a collaborare con un’azienda vicentina per produrre dei mobili di design in sughero riciclato». In questo modo, con prodotti di maggior valore aggiunto, l’intera filiera diventa ancora più sostenibile anche dal punto di vista economico. E non si tratta dell’unico sviluppo. Amorim ha coinvolto in Etico diverse aziende municipalizzate che si occupano di rifiuti, per rendere il recupero dei tappi sempre più capillare. «Qui in Veneto, alcune isole ecologiche si sono già attrezzate e c’è chi sta pensando di macinare il sughero in proprio – conclude il manager – Significa che il nostro progetto ha intercettato un bisogno esistente».

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