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La green economy fa il pieno di energie. 15mila presenze a Trento e nelle Fabbriche della Sostenibilità

Si è chiusa oggi pomeriggio a Trento l’edizione 2018 della Green Week – Festival dell’Economia sostenibile, che ha registrato il tutto esaurito nei 31 incontri e confronti della kermesse, con oltre 15mila presenze nelle sale e negli spazi degli incontri per riflettere sui grandi temi dell’economia verde. A testimoniare il ruolo di primo piano raggiunto dall’appuntamento la presenza nella giornata inaugurale del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenuto in occasione della consegna del premio Radical Green ad alcune imprese che operano quotidianamente nello sviluppo di prodotti e processi sostenibili. Proprio l’incrocio fra aziende e sostenibilità è stato uno dei leit motiv della Green Week, grazie anche alla presenza di imprenditori e manager di primo piano, come l’ad di Novamont, Catia Bastioli, che ha affrontato il tema della chimica verde, o Alberto Vacchi e Francesco Starace, rispettivamente presidente di Ima e ad di Enel, che nell’evento di apertura hanno dialogato col presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, sull’Italia della Green Economy. Al centro del dibattito, però, anche riflessioni sui lavori del futuro, portata avanti in un dialogo a tre fra l’economista Stefano MicelliSalvatore Majorana, direttore scientifico Kilometro Rosso e Francesco Profumo,presidente della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Bruno Kessler, o sulle nuove tendenze del turismo, che premia chi investe in cultura e sostenibilità. La manifestazione di Trento è stata anche l’occasione per incrociare due percorsi: quello delle aziende ‘champions’, raccontate nel libro ‘Nuove imprese. Chi sono i champions che sfidano le global companies’, con quello di tutto un mondo di aziende che investono sulla sostenibilità individuate dalla fondazione Symbola.

Ad arricchire la qualità del pubblico e del dibattito anche un gruppo di un gruppo di 400 fra universitari e ricercatori, provenienti da tutte le migliori università italiane, che hanno approfondito le varie sfaccettature della sostenibilità, sia nei tre giorni di incontri a Trento che visitando, nei giorni immediatamente precedenti, 17 Fabbriche della Sostenibilità, sparse in tutto il Nordest. Aziende, cantieri, centrali hanno aperto le porte per far toccare con mano i principi dell’economia circolare e delle filiere verdi; una giornata speciale è stata dedicata ad ‘Arzignano Green Land’, con una full immersion nel distretto della concia, che non solo rappresenta un’eccellenza del made in Italy votato all’export e al successo sui mercati, ma che da anni lavora in un’ottica di circular economy e di abbattimento di inquinamento e sprechi. Nella cittadina vicentina hanno aperto le porte Acque del Chiampo, Dani, Ilsa e Samia, ma ricercatori e studenti hanno potuto visitare anche aziende come Lattebusche o visitare impianti innovativi come la Stazione Sperimentale Archimededi Cavareno.

Alla Green Week, oltre che per l’economia, c’è stato ampio spazio per cultura, turismo e scienze. L’architetto Matteo Thun, vincitore per tre volte del Compasso d’Oro e inserito nella Interior Hall of Fame di New York, ha affrontato il tema dell”Architettura Botanica’, riflettendo sul futuro dell’architettura sostenibile. Grande successo anche per l’ormai tradizionale ‘domenica aperta’ al Muse dove alla ‘Giornata del Lupo’ si sono affiancati incontri sull’acqua, sui rifiuti e sull’agricoltura.

“La collaborazione sviluppata con Fondazione Symbola ha permesso quest’anno un ulteriore salto di qualità per la manifestazione. Protagoniste sono state le numerose aziende che hanno partecipato sia al tour delle Fabbriche della sostenibilità che agli incontri di Trento, perché è nelle imprese e dal mondo delle imprese che nascono le risposte concrete in termini di prodotti e processi all’esigenza di stili di vita sostenibili espresse dai cittadini e in particolare dalle giovani generazioni. La presenza di 400 universitari e ricercatori ha poi contribuito ad alzare ulteriormente la qualità del dibattito”, ha spiegato il curatore del festival, Antonio Maconi.

“La collaborazione rafforzata fra Symbola ed Italy Post, oltre alla maturità del tema, fanno della Green Week un appuntamento leader su questi temi: è il più importante appuntamento italiano, grazie anche al coinvolgimento ampio di soggetti diversi e del mondo delle università, che altrove non partecipano così tanto. La frontiera dell’economia verde non è soltanto una risposta ai grandi problemi aperti che ci sono ma anche un formidabile fattore competitivo. E su questo bisogna purtroppo segnalare che l’Italia continua a essere provinciale, perché se guardiamo ad altri paesi questo nesso viene colto con più forza”, ha sottolineato il presidente di fondazione Symbola, Ermete Realacci. “È un tema della nostra economia: non è un caso che ad aprire la Green Week non ci fossero esponenti di un’economia alternativa ma l’ad di Enel, Francesco Starace, e un grande imprenditore come il presidente di Ima, Alberto Vacchi e che entrambi ci abbiano segnalato come l’attenzione ai temi della sostenibilità sia una parte importante della loro capacità di competere sui mercati”.